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Il Judo educativo:
in Giappone ieri e in Italia oggi


di Cesare Barioli
Conferenza tenuta nell'Università dell'Aquila
23-11-1999

Abbiamo bisogno di una svolta nell'educazione?


Ho affrontato la lettura dei testi spesso propinati alle future maestre. La pedagogia moderna comincia con J. J. Rousseau. E io mi son letto (in francese, perchè in italiano è stato pubblicato con un ritardo sospetto) La Nouvelle Eloise, chiedendomi chi fosse questo autore.
Ad una prima indagine, mi risulta che avrebbe avuto 5 figli da una signora (ritengo altri da altre), bimbi che non ha visto perchè alla nascita li ha puntualmente fatti consegnare al brefotrofio. Pentitosi, dopo qualche anno li ha cercati, ma erano morti. La sua fama sembra dovuta alla lotta tra l'Illuminismo e la Chiesa.

Proseguendo ho scoperto che gli educatori celebrati, da Pestalozzi a Makarenko (finalmente un picchiatore!), dalla Montessori al commovente Korczak, fino al decano dei prof. di educazione fisica Vittorino da Feltre, sono state persone che hanno tolto le castagne dal fuoco al sistema, occupandosi di giovani derelitti, orfani, profughi di guerra, disabili.

Persino un mio carissimo capo-scout Bertolini si è fatto un nome nelle Scienze dell'Educazione proveniendo (come Direttore, intendiamoci) dal riformatorio Cesare Beccaria. Il professor Bernardi mi ha raccontato che Piaget prendeva a calci i nipoti perché contravvenivano alle sue teorie.
La mia tesi è che il modello dell'educazione è fornito da noi genitori allevando dei figli considerati normali; e ad esso si devono avvicinare i casi più disperati di alterazione del gruppo familiare. Cioè: gli educatori siamo noi e Rousseau farebbe bene a leggere qualche nostra raccomandazione.

Noi, la razza umana, sappiamo benissimo come intervenire nella formazione dei cuccioli. Come genitori ce la siamo in qualche modo cavata e come educazione di massa, ogni ideologia ha saputo fare dei fanatici, ogni religione dei martiri, ogni esercito degli eroi, ogni divinità dei santi, ogni sport dei campioni, ogni Stato dei lavoratori.
Fin'ora abbiamo lavorato efficacemente, ma forse in una direzione che alcuni potrebbero non condividere. Chi sono i nomi di culto del secolo trascorso? Nel bene o nel male l'austriaco Hitler; il sovietico Stalin; l'argentino Guevara; l'albanese Teresa; il cinese Mao; questo Papa polacco...E nel quadrilatero della presunzione? che cosa hanno oggi prodotto quelle scuole che un tempo avevano prodotto i filosofi tedeschi, gli artisti francesi, i colonialisti inglesi, i mafiosi italiani?

Visti i progressi fatti in questo secolo, dal volo di 266 metri dei fratelli Wright allo sbarco (forse) su Marte, dal pallottoliere al computer, alla clamorosa sconfitta di tantissime malattie, si potrebbe immaginare che molti progressi sono stati fatti nell'educazione (pardon, nelle Scienze dell'Educazione)! Dovremmo aver prodotto almeno venti Lawrence d'Arabia, trenta Cleopatre, una decina di Giulio Cesare, qualche Leonardo da Vinci...

No. Fatemi fare l'estremista fino in fondo. Abbiamo prodotto una massa di lavoratori puntuali a timbrare (ai quali però tratteniamo le tasse all'origine) divisi tra esagitati che si realizzano sugli spalti e depressi che si godono in colonna l'autostrada.
Il progresso c'è stato.
Nella vecchia Europa non c'è confronto di uomini e donne con il passato. A mio parere, la realizzazione individuale è stata soffocata. Diffondendo il nostro progresso scolastico soffocheremo sul nascere i possibili Gandhi, Picasso, Confucio e Gautama Buddha dei Paesi esotici. Soffocheremo anche tutte le specie che non produrranno per il più forte.